domenica 3 aprile 2011

La monomania della guerra

di Raniero La Valle


I monarchiani erano quegli eretici dell’antichità cristiana che per affermare l’assoluta unicità di Dio si opponevano alla nascente elaborazione teologica trinitaria; contro i diversi modi di intendere la distinzione tra il Padre e il Figlio incarnato, proclamavano: “monarchiam tenemus”, donde il nome di monarchiani. Da lì derivarono tutte le eresie monistiche: monofisismo, monotelismo, monoenergismo (una sola natura in Cristo, una sola volontà, una sola energia); vedendo una sola cosa quegli eretici non riuscivano a vederne e a concepirne altre, cioè non riuscivano a vedere il cristianesimo; erano maniaci di una sola cosa, non teisti, ma idolatri.

Anche gli statisti moderni sono monarchiani, conoscono una sola cosa, sanno fare una sola cosa, sono maniaci di una sola cosa: la guerra. Ci vuole il petrolio, bisogna allargare i mercati, c’è un dittatore, i diritti umani sono violati, un Paese è invaso, gli insorti sono repressi? Subito è pronta la risposta, quella “fretta della guerra” che è stata denunciata all’inizio dell’intervento contro la Libia
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mercoledì 23 marzo 2011

Italia Travicello

di Raniero La Valle

La prima cosa da dire è che il termine “umanitario” applicato a una politica, è fuorviante, se non addirittura espressione di un’ideologia perversa.
Esso suppone infatti che la qualità umanitaria rappresenti una eccezione o una sospensione o una particolarità della politica, che di per sé avrebbe tutt’altre finalità.
Nella nostra concezione, al contrario, la politica deve sempre essere umanitaria, cioè ordinata al bene degli uomini e delle donne in quanto cittadini, non importa se del proprio o degli altri Stati; e basta leggere l’art. 3 della nostra Costituzione, allargato poi nell’articolo 11, per vedere come a questo punto dell’incivilimento umano la politica non può che essere pensata come rivolta alla piena realizzazione delle persone umane e a un ordine di giustizia e di pace tra le nazioni.

Se ciò vale per la politica, tanto più vale per la guerra, che non può essere umanitaria nemmeno come eccezione. E infatti, a questo stadio della civiltà, essa è bandita, oggetto di ripudio all’interno e bollata come flagello sul piano internazionale.
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mercoledì 16 marzo 2011

Un passo falso

di Raniero La Valle


C’è un caso serio che si è aperto nella Chiesa italiana e nella stessa comunità civile.
È un’agenda di “problemi cruciali” e di cose da fare (detta “un’agenda di speranza per il futuro del Paese”) che è stata presentata dai vescovi a conclusione della recente Settimana Sociale dei cattolici tenutasi a Reggio Calabria. Che qualcuno si preoccupi di quel che ci sarebbe da fare in questo povero Paese per riaprire i cuori alla speranza è certamente una cosa positiva, come è positivo dire che tra le cose più ragionevoli e giuste da fare ci sia di accogliere gli stranieri.
È motivo però di grande sconforto e allarme trovare che i “primi temi” indicati siano quelli attinenti al “consolidamento di una democrazia governante” (espressione che nell’attuale gergo politico indica la
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venerdì 4 marzo 2011

Un invaso di diritti

di Raniero La Valle

È evidente che non bisogna invadere la Libia, non mandare commandos di paracadutisti, non ripetere l’orrore della “no fly zone” che fu il massimo simbolo della prepotenza occidentale contro l’Iraq, che vuol dire guerra certa e che del resto la Lega araba non vuole. È evidente che i libici Gheddafi se lo devono cacciare da soli, come ogni popolo da solo deve cacciare i suoi governanti felloni.
Però il problema della Libia, della Tunisia, dell’Egitto, è tutto lì, come ormai da troppo tempo è lì il problema di Israele e della Palestina, di cui in nessun modo si riesce a venire a capo. Si può lasciare che questo grande dramma mediterraneo, che è anche un passaggio d’epoca, si svolga senza che da parte dell’Italia, dell’Europa, dell’Occidente, ci sia uno straccio d’idea, un progetto, una cultura per affrontarlo?
Dovrebbe cominciare proprio l’Italia, se fosse ancora un Paese che avesse un governo serio, e avesse una politica estera.
Ha perfettamente ragione il ministro Maroni quando dice che la marea di profughi è tale che non la si può considerare solo un problema dell’Italia, né tanto meno di Malta, ma che è un problema
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sabato 5 febbraio 2011

ALLARME DEI COMITATI DOSSETTI PER LA COSTITUZIONE SULLA ANNUNCIATA RIFORMA DELL’ART. 41 DELLA CARTA

COMUNICATO STAMPA

I Comitati Dossetti per la Costituzione registrano con vivo allarme e segnalano all’opinione pubblica la volontà del governo ancora in carica di manomettere l’art. 41 della Costituzione.
Questo proposito conferma la natura eversiva del progetto politico che fa capo all’attuale maggioranza di governo che, abbandonando ogni cautela, punta ora al bersaglio grosso: la demolizione della “costituzione economica” che regola i rapporti economici, i diritti degli uomini e delle donne lavoratrici, i limiti e la funzione del diritto di proprietà e pone i capisaldi dell’intervento dello Stato nell’economia.
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martedì 25 gennaio 2011

"Elezioni libere ed uguali": intervista a Raniero La Valle

Quella che segue è l’intervista che uscirà sul prossimo numero di Adista sulla proposta dei Comitati Dossetti “per elezioni libere ed eguali”, cioè senza che si dia luogo all’attribuzione del premio di maggioranza.


D. Il collegamemento "tecnico-istituzionale in una coalizione da un capo all'altro dello schieramento politico" potrebbe sembrare un'accozzaglia priva di senso: come rispondete a questa obiezione?

RLV. Questa obiezione riguarderebbe semmai una unione di tutte le forze di opposizione in una sorta di CLN antiberlusconiano. Il cemento di questa unione sarebbe politico, ma la politica consisterebbe solo in una sorta di antifascismo, cioè su come salvaguardare la natura democratica dello Stato, e non su come governarlo.
La nostra proposta invece non è di un CLN, e non è, di per sé, contro Berlusconi, tant’è che perfino la Lega o Forza Italia vi potrebbero aderire. Infatti il suo contenuto non è politico, nel senso corrente, non è una proposta di governo, ma il suo unico scopo è di dar luogo a elezioni libere ed eguali, liberando i partiti dal vincolo di alleanze obbligate tra gruppi (o addirittura due soli gruppi) a ciò coartati da un imponente e addirittura osceno premio di maggioranza, e dando alle elezioni, almeno per la prossima legislatura, il compito di esprimere un Parlamento su base proporzionale.

Nello schema della legge Calderoli si nomina un governo, nello schema della nostra proposta si elegge un Parlamento. La divisione dei poteri tra legislativo e esecutivo deve essere operante fin dal momento
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venerdì 21 gennaio 2011

RINVIATA L’ASSEMBLEA DEI COMITATI DOSSETTI DEL 28 GENNAIO

I Comitati Dossetti per la Costituzione danno notizia di aver rinviato l’assemblea nazionale convocata per il 28 gennaio a Bologna. Scopo della riunione era sollecitare il ricorso alle urne, per l’uscita dalla crisi, e proporre ai partiti un largo collegamento elettorale tra loro per far sì che la legge Calderoli, venendo meno l’ipotesi per la quale essa prevede l’attribuzione di un premio di maggioranza, funzioni di fatto come legge proporzionale.

L’assemblea è stata rinviata a causa della concomitanza – non prevista al momento della convocazione – con lo sciopero nazionale dei metalmeccanici proclamato dalla FIOM. I Comitati Dossetti ritengono che la lotta dei metalmeccanici abbia oggi un altissimo significato nazionale e costituzionale, perché le condizioni di lavoro loro imposte, nel contenuto e nel modo, mettono in gioco non solo i diritti fondamentali, ma lo stesso rapporto tra Costituzione e democrazia. Non si vuole dunque generare l’impressione che sia indifferente, rispetto ai calendari già fissati, che nel Paese sia in atto una manifestazione il cui oggetto è la difesa dei principi stessi su cui è basato il patto politico tra i cittadini.

I Comitati Dossetti si propongono di stabilire una nuova data per l’assemblea, nella speranza che una più serena gestione della crisi politica in atto e una più lineare e responsabile condotta dei partiti permettano in quella occasione una costruttiva discussione sul modo di affrontare la presente drammatica contingenza politica e di ristabilire, grazie a un voto popolare equo e non truccato, le condizioni di normalità della vita democratica.

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Seminario di "Vasti" sabato 22 gennaio 2011

VASTI Che cos'è umano?
Scuola di ricerca e critica delle antropologie

Roma, 20 gennaio 2011

AGLI AMICI DI "VASTI"

Cari Amici,
Vasti non è morta, ma dorme. Abbiamo pensato di svegliarla provvisoriamente per un giorno, per un seminario straordinario dedicato a discutere del Paradiso e della libertà.
"Paradiso e libertà" è il titolo del mio ultimo libro, in cui si parla della divina Elena e della celeste Aida, della libertà che è il trono di Dio e del Paradiso che è principio e fine dell'uomo, e dove si da la buona notizia, proveniente dal bistrattato Concilio, che nonostante il peccato mai gli uomini e le donne sono stati abbandonati da Dio, e che pertanto le loro risorse sono integre per affrontare la storia e la vita; temi che raccolgono anche la lunga riflessione che abbiamo sviluppato negli anni scorsi nella nostra scuola.

Introdurranno la discussione ed i temi il prof. Luigi Ferrajoli e don Carlo Molari, sabato 22 gennaio alle ore 15.30 in una sede del CESV, che non è quella tradizionale di via dei Mille, ma si trova in Via Liberiana 17, primo piano, a fianco di Santa Maria Maggiore.

Saremo lieti di rincontrarci e di riprendere il nostro discorso.

Con i più cari saluti
Raniero La Valle
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