Allo stato dell’arte (un po’ tragedia e un po’ farsa) Berlusconi ancora non se n’è andato. La crisi politica di fatto si è aperta, la sua maggioranza è implosa, il suo conflitto con la giustizia e con tutti gli altri poteri dello Stato (salvo il presidente del Senato) si è fatto acutissimo, l’opposizione incalza, ma tutto ciò non si traduce in una crisi di governo, e il Paese è bloccato. In nessuna democrazia tale inerzia politica sarebbe possibile; da noi accade perché le istituzioni della Repubblica sono state snaturate, per responsabilità dei riformatori di destra e di sinistra, in modo tale da chiudere tutte le vie d’uscita e da lasciare che il potere fosse il solo giudice di se stesso. Il “sovrano del popolo” creato dalla legge elettorale vigente contro ogni legittimità costituzionale, è stato costituito sovrano anche della crisi, come colui che decide lo “stato d’eccezione”.
Perciò solo Berlusconi può decidere di andarsene, oppure solo la sua maggioranza potrebbe abbatterlo con un clamoroso voto in Parlamento, cosa che però Fini e i finiani non sembrano decisi a fare.
Continua...